venerdì 5 marzo 2010

RIRMANIA: LA RIVOLUZIONE DEI VIDEOREPORTERS

Birmania: la rivoluzione dei videoreporter.

Sarà proiettato nelle prossime settimane in alcune città italiane un documentario straordinario, che ho visto allo scorso festival della rivista INTERNAZIONALE a Ferrara, candidato all'Oscar 2010:
BURMA VJ- REPORTING FROM A CLOSED COUNTRY.
Di Anders Ostergaard.
Danimarca 2008.

Grazie all'eroismo di un pugno di fotoreporters birmani che hanno girato con telecamere e videotelefoni cellulari nascosti le immagini della rivolta popolare guidata dai monaci buddisti, poi trasmesse di nascosto via satellite, nel 2007 il mondo ha potuto vedere da vicino il dramma della rivolta, il grado di partecipazione, l'entusiasmo del popolo, la solennità con cui i monaci sfilarono e si sacrificarono, le loro facce mentre dicevano agli altri manifestanti "Lasciate andare avanti noi, non oseranno toccarci, a noi non interessa la libertà politica, lo facciamo per voi". Invece li toccarono eccome, li uccisero, li deportarono dai conventi e li fecero sparire a migliaia. I reporters furono arrestati e condannati a pene lunghissime, solo per aver mostrato la verità al mondo. E il mondo cosa ha fatto per loro?
Niente. (Mi viene da rimpiangere i tempi in cui gli studenti si mobilitavano, rinunciavano (poverini) a un giorno di scuola per manifestare davanti all'ambasciata del paese cattivo di turno, la polizia doveva presenziare e fare un rapporto, il governo preso di mira lo veniva a sapere, la Farnesina gli mandava una nota diplomatica citando la protesta popolare, anche se erano 4 "figicciotti", cioè mobilitati dalla Federazione Giovanile Comunista, a sua volta mossa dal P.C.I., a sua volta agli ordini dell'Urss, e solo per le giuste cause di loro competenza.
Per le altre c'erano le organizzazioni di destra, talvolta c'erano sovrapposizioni tali da confondere le giovani anime generose che non sapevano dirti, il giorno dopo, per chi avevano scioperato. Insomma, tra i giovani c'era uno slancio, una voglia di discutere e combattere che non c'è più.)
Il grido di dolore lanciato da questo documentario non servirà a nulla, quei reporters che per questo si sono giocati la libertà hanno fatto così male i loro conti?
Andiamo almeno a vederli.

Claudia Toscano


Le proiezioni
ROMA / Nuovo Cinema Aquila /sabato 6 marzo,ore 20.30
BOLOGNA/Cinema Lumière / merc.10 marzo,ore 22.15
TORINO / Cinema Massimo / sabato 20 marzo,ore21.00- Domenica
21marzo,ore16.30
UDINE /Cinema Visionario / merc.24 marzo,ore20.30
PORDENONE /Cinemazero/giovedì 25 marzo,ore20.45
FIRENZE /Cinema Auditorium Stensen /giovedì 1 aprile,ore 21
MILANO /Spazio Oberdan/ merc.7aprile,ore21.15
ROVERETO /Nuovo Cineforum/ martedì 13 aprile,ore21.00

sito ufficiale del film: www.burmavjmovie.com